Verybello. La verità, nient’altro che la verità.

baner_verybello_post

Davvero, non so da dove cominciare.
Senza quasi accorgermene, questa mattina mi sono svegliato e, come in una striscia di Zerocalcare, avevo vicino a me gli avatar di Abby Covert, Steve Krug e Jason Beaird.

Ripeto, non so proprio da dove cominciare.

Siccome mi sembra che, in un solo pomeriggio, su questo:

e quindi anche questo

sia già stato detto abbastanza, comincerò dalla fine.

Aggiungo solo che ho trovato molto divertente il fatto che sul sito della società che ha registrato il dominio di verybello.it, la LOLAETLABORA s.r.l di Roma, il progetto sia  presentato con ben più inglese che non su Verybello stesso.

Cosa non è (e soprattutto cosa non ha) Verybello? Partire da qui è più facile. Perché, come molti di voi, io cos’è veramente Verybello non l’ho ancora capito.

edit 31/01/2015:
per seguire la conversazione su #Verybello è nata anche una paginetta, verybrutto.it, che raccoglie, tra gli altri, gli articoli di Mantellini, Riccardo Luna e Giulia Blasi e a cui sarebbe da aggiungere il pezzo di Federico Chiesi su Wired (dove si parla di Open Culture Atlas, tra le altre cose).

Continua a leggere “Verybello. La verità, nient’altro che la verità.”

Verybello. La verità, nient’altro che la verità.

Una riflessione su biblioteche e web design

Why do we feel like we need to kind of keep revisiting the archetipe over and over again?

Karim Rashid
Designer, New York
(Objectified, 2009)

Nei Disney Store non mancano cartelli ammiccanti che invitano i clienti a continuare la visita nel negozio online per godere appieno dell’esperienza Disney. Questo è marketing, chiaro. Infatti, se ci lasciamo tentare da disneystore difficilmente non cercheremo di esplorare tutte le chicche a nostra disposizione. Stessa cosa dopo aver guardato uno dei programmi TV di Rai Junior: provate a staccare un bambino (o magari voi stessi, se avete un po’ di tempo da perdere) dal sito, se ci riuscite.

Forse dovremmo fare la stessa cosa nelle nostre biblioteche. Ci abbiamo mai pensato? Abbiamo una segnaletica che stuzzichi in tal modo la curiosità degli utenti? Ma soprattutto: siamo certi che l’esperienza della navigazione nel sito web della nostra biblioteca offrirà loro una naturale continuazione virtuale della visita fisica? Come immaginiamo l’esperienza online dei visitatori e cosa facciamo per migliorarla? Diamo priorità al testo o ai video e alle immagini (e mettiamo in relazione la media della durata delle visite sulle nostre pagine con il tempo necessario per usufruire del loro contenuto)?
Continua a leggere “Una riflessione su biblioteche e web design”

Una riflessione su biblioteche e web design