What Does Your Library Stand For? Advice From Ann Handley

Parlando di marketing e biblioteche.
Se chiedi a Ann Handley (una veterana della gestione dei contenuti digitali, della narrazione e della comunicazione d’impresa) cose come:

I think in some ways libraries take their evangelists for granted. How do you go about taking library cardholders on a journey through storytelling that leads them beyond that generic “I love the library” feeling?

Non può che uscirne una conversazione interessante.
Content rules è stata una lettura piacevolissima. Cercherò di leggere anche Everybody writes (in realtà l’ho appena ordinato).
Ma, soprattutto, mi piace molto quando, in maniera molto semplice, si affronta il problema dell’importanza di creare una cultura dei contenuti. Che è una cosa che mi interessa moltissimo e su cui sto cercando di ordinare un po’ di pensieri sparsi negli anni.
Non lo so se ci riuscirò, di sicuro questo memo-post proverà a ricordarmelo.

Super Library Marketing! Great marketing ideas for libraries everywhere.

I worked in a local television newsroom for 20 years. Broadcast TV schools tend to churn out formulaic writers; who, what, where, when, why, don’t bury your lead, put the important stuff in the first few sentences, pepper your story with natural sound breaks, no sounds bites over 20 seconds, done! Next!

When I jumped to Marketing, I spent the first year trying to get my sea legs. It took a long time to learn the process, the lingo, the organizational structure, and the institutional history of the library. It was dizzyingly busy and exciting. But about three-quarters of the way through that first year, I realized I had a weird ache that I couldn’t soothe. What the heck was bothering me, I wondered?

I’d stopped writing. I missed it. I longed for it.

Lucky for me, I came into marketing during a time when good writing is viewed as a…

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What Does Your Library Stand For? Advice From Ann Handley

Teorie e pratiche dei social network per bibliotecari? No, ecosistema dei #socialmedia.

Questo articolo riprende il discorso su biblioteche e social media iniziato qui. In qualche modo devo a una frase de L’Anti-Edipo di Deleuze-Guattari la scintilla per tutte le riflessioni che seguono:

Parole di verità, tecnologia del potere, macchina desiderante. Ecco la triplice funzione delle formazioni discorsive

Non c’è alcuna relazione diretta con il contenuto dell’articolo, di ben altra natura, quindi non aspettatevi alcuna deriva filosofica o speculativa. Parlo di cambi di prospettiva e della necessità di ridiscutere la didattica dei social media. Parlo dell’inutilità di continuare a farlo nel mondo delle biblioteche in modo asettico e autoreferenziale, senza aprire le porte agli input esterni alla professione.
Comunque, per quanto possa sembrare assurdo, tutto questo lo devo davvero alla frase citata, grazie forse a qualche oscura analogia inconscia che ignoro. Giudicate voi, oramai quel che è fatto è fatto.

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Teorie e pratiche dei social network per bibliotecari? No, ecosistema dei #socialmedia.

Biblioteche e #socialmedia: ridefiniamo le strategie?

Piuttosto che una vita virtuale o secondaria, i social media vanno imponendosi come la vita in sé – lo stato centrale e trasparente dell’esistenza umana, quel che gli investitori della Silicon Valley definiscono «l’internet delle persone»

Andrew Keen, Vertigine digitale (Egea, 2012)

Questo non è che il primo articolo (introduttivo) di una serie pensata per cercare di affrontare sotto una nuova luce l’utilizzo dei social media nelle biblioteche.

Mi piacerebbe che da questo articolo e da quelli che seguiranno nascesse una bella discussione, per cui se volete commentare, smentire, puntualizzare o controbattere siete i benvenuti: solo dal confronto di idee può nascere qualcosa di buono.

Il dibattito sui social media si è complicato a tal punto che sembra oramai accettabile una loro costante ridefinizione. La relazione tra tecnologia e comunicazione si reinventa apparentemente senza soluzione di continuità.
Per quanto riguarda le biblioteche, siamo passati in un batter d’occhio dai primi timidi tentativi di offrire una guida all’uso di Facebook alle discussioni riguardanti il brand building, il responsive design, l’esperienza virtuale degli utenti e le nuove strategie di mobile marketing.
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Biblioteche e #socialmedia: ridefiniamo le strategie?