Verybello. La verità, nient’altro che la verità.

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Davvero, non so da dove cominciare.
Senza quasi accorgermene, questa mattina mi sono svegliato e, come in una striscia di Zerocalcare, avevo vicino a me gli avatar di Abby Covert, Steve Krug e Jason Beaird.

Ripeto, non so proprio da dove cominciare.

Siccome mi sembra che, in un solo pomeriggio, su questo:

e quindi anche questo

sia già stato detto abbastanza, comincerò dalla fine.

Aggiungo solo che ho trovato molto divertente il fatto che sul sito della società che ha registrato il dominio di verybello.it, la LOLAETLABORA s.r.l di Roma, il progetto sia  presentato con ben più inglese che non su Verybello stesso.

Cosa non è (e soprattutto cosa non ha) Verybello? Partire da qui è più facile. Perché, come molti di voi, io cos’è veramente Verybello non l’ho ancora capito.

edit 31/01/2015:
per seguire la conversazione su #Verybello è nata anche una paginetta, verybrutto.it, che raccoglie, tra gli altri, gli articoli di Mantellini, Riccardo Luna e Giulia Blasi e a cui sarebbe da aggiungere il pezzo di Federico Chiesi su Wired (dove si parla di Open Culture Atlas, tra le altre cose).

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Verybello. La verità, nient’altro che la verità.

Bibliotecari, architetti dell’informazione

L’ultimo numero del quadrimestrale Problemi dell’informazione (Il Mulino, 2013), è completamente dedicato all’Architettura dell’Informazione.

Perché questa disciplina dovrebbe interessare i bibliotecari?

In un certo senso, la risposta è implicita nella semplice definizione di Wikipedia:

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Bibliotecari, architetti dell’informazione

La newsletter della biblioteca come strumento di engagement / Parte 2

[Domanda] A volte mi chiedo: sono io un lettore lento o leggere le newsletter è una perdita di tempo? Recentemente ho messo mano alle mie email, ho deciso di segnarle tutte come lette e di cancellarmi da alcune.

[Risposta] Non è importante che tu sia in grado di leggere velocemente o meno, semplicemente non puoi leggerle tutte. Non hai bisogno di leggerle tutte. Molti di noi sono alle prese con lo stesso problema. La mia casella di posta si riempie settimanalmente di newsletter provenienti da almeno una dozzina di siti. Quando mi rendo conto che non sto leggendo una newsletter e continuo ad archiviarla, clicco sul link per cancellarmi senza alcuna esitazione. La situazione richiede alcune priorità.

Un topic tra i tanti, su Quora.

In questa seconda parte (qui la prima) avrei voluto sviluppare tutti i punti della scaletta promessa, ma ho deciso di affidare ad uno o più post futuri una riflessione più ampia sui temi del clout , dell’evoluzione del brand nella comunicazione 1-a-molti (newsletter) e delle user persona nel pragmatic marketing. Stessa cosa per la reportistica, l’A/B testing, il monitoraggio del source traffic con gli analitici di Google e le possibili scelte di ESP (Email Service Provider) adatte alle esigenze di una biblioteca. Confinare alla fine di un articolo già abbastanza lungo tutti questi argomenti, ognuno dei quali merita ben più di un post dedicato, sarebbe stata una sfida alla lettura, più che un invito alla riflessione e al commento. Prometto di ritornarci, per ora ho preferito concentrarmi su: content editing, importanza del mobile, design, codice e, ebbene sì, buone pratiche per iniziare a ripensare la newsletter della biblioteca come uno strumento di coinvolgimento efficace.

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La newsletter della biblioteca come strumento di engagement / Parte 2

La newsletter della biblioteca come strumento di engagement / Parte 1

Newsletter e biblioteche: l’argomento è complesso e scottante. Per questo ho deciso di dividerlo in due parti. Qui cercherò di delineare il contesto nel quale ci muoviamo, con qualche premessa spero utile a chiarire di cosa stiamo parlando. Nella seconda parte, che pubblicherò entro pochi giorni, seguiranno aspetti pratici, esempi e strumenti che potrebbero aiutarci a sfruttare le potenzialità inespresse delle nostre newsletter. Anche se tecnicamente, nel campo dell’email marketing, la newsletter è solo uno dei tanti aspetti, credo che fare un passo indietro e ripensarne l’utilizzo, ancor prima di investire tempo e risorse in altre strategie di comunicazione digitale, non possa che giovare alle nostre biblioteche. Continua a leggere “La newsletter della biblioteca come strumento di engagement / Parte 1”

La newsletter della biblioteca come strumento di engagement / Parte 1

Una riflessione su biblioteche e web design

Why do we feel like we need to kind of keep revisiting the archetipe over and over again?

Karim Rashid
Designer, New York
(Objectified, 2009)

Nei Disney Store non mancano cartelli ammiccanti che invitano i clienti a continuare la visita nel negozio online per godere appieno dell’esperienza Disney. Questo è marketing, chiaro. Infatti, se ci lasciamo tentare da disneystore difficilmente non cercheremo di esplorare tutte le chicche a nostra disposizione. Stessa cosa dopo aver guardato uno dei programmi TV di Rai Junior: provate a staccare un bambino (o magari voi stessi, se avete un po’ di tempo da perdere) dal sito, se ci riuscite.

Forse dovremmo fare la stessa cosa nelle nostre biblioteche. Ci abbiamo mai pensato? Abbiamo una segnaletica che stuzzichi in tal modo la curiosità degli utenti? Ma soprattutto: siamo certi che l’esperienza della navigazione nel sito web della nostra biblioteca offrirà loro una naturale continuazione virtuale della visita fisica? Come immaginiamo l’esperienza online dei visitatori e cosa facciamo per migliorarla? Diamo priorità al testo o ai video e alle immagini (e mettiamo in relazione la media della durata delle visite sulle nostre pagine con il tempo necessario per usufruire del loro contenuto)?
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Una riflessione su biblioteche e web design