Twitter al #convegnostelline 2017

Anche quest’anno mi sono divertito a raccogliere lo streaming dell’hashtag #convegnostelline, cosa che poi si traduce sempre anche in un po’ di sana palestra su metadati, Api e workflow sulle data pipelines.

TL;DR

Il senso di questo post si può riassumere in questo dataset, contenente una serie di tweet con url espansi o embeddati nel tweet, che mi ha permesso di recuperare alcune informazioni e link molto interessanti condivisi durante il convegno.

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Twitter al #convegnostelline 2017

Time series, teoria dei grafi e la matematica di sé stessi: quello che non sapevo sul mio utilizzo di Twitter

Dal 18 dicembre 2015 ho uno script che mi salva in un foglio di calcolo tutti i tweet da me preferiti. La cosa era nata un po’ come un esercizio per aggiornarmi sulla nuova versione delle Api di Twitter, poi per la mia mania di raccogliere dati ho lasciato che lo script corresse ininterrottamente da allora a oggi. Non si sa mai.

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Time series, teoria dei grafi e la matematica di sé stessi: quello che non sapevo sul mio utilizzo di Twitter

#Convegnostelline 2016 (o anche #stelline16 o #bibliostar oppure…)

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Mercoledì 16 marzo alle 23.11 ho lanciato un twitter mining con gli hashtag #convegnostelline, #stelline16 e #bibliostar (tanto per essere precisi, con la condizione logica “o”, non “e”). Ho terminato lo script venerdì 18 marzo alle 22.37.

I grafici finali di questo lavoro sono:

Per tutto il resto, mi spiego meglio.

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#Convegnostelline 2016 (o anche #stelline16 o #bibliostar oppure…)

Facebook, l’engagement silenzioso e quello che gli insights non dicono

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Durante una recente analisi “trimestrale” (in gergo un “trimestrale” tout court) per una pagina Facebook, mi erano saltati all’occhio alcuni dettagli interessanti tanto che, finito il tutto, mi ero ripromesso di riprendere in mano i dati per esplorare meglio alcuni aspetti di quel mondo oscuro che chiamiamo “fan silenziosi”.

Il problema: una serie di post non sponsorizzati e non facenti parte di nessuna campagna di advertising (ma frutto comunque di un piano strategico del contenuto) risultavano accomunati da basse visualizzazioni, bassa copertura e un ancora più basso coinvolgimento.

In genere sono cose che saltano subito all’occhio (lavorando con API e dati grezzi, chiaro, non certo grazie agli insights di Facebook che, per quanto tentino di visualizzare il coinvolgimento medio per tipi di post, per come aggregano e visualizzano i dati è abbastanza ovvio che non servono a un granché), però la soluzione più economica è spesso quella di dire: “ok, non perdiamo tempo, via questi tipi di post dal calendario e non ci pensiamo più”.

Però.

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Facebook, l’engagement silenzioso e quello che gli insights non dicono

Software capaci di renderci un po’ più liberi

internetsiamonoi

Il Web ricrea il mondo in un’immagine — la nostra — emergente e collettiva. [#32]

Andrea Zanni ha scritto un pezzo molto bello su Che Futuro, che suona come un accorato (e necessario) appello a continuare a leggere e discutere le tesi del secondo manifesto Cluetrain di David Weinberger e Doc Searls (tradotte nella nostra versione italiana il 12 gennaio scorso).

Le nuove tesi partono proprio da questo punto: ciò che è nostro, chi siamo noi, che cos’è Internet e perché deve restare com’è. Libero, aperto, senza scopo.twittalo

Si accenna anche alle app, sulle quali tendiamo a spendere parole sempre molto entusiastiche e spesso molto poco critiche. Poi capita di leggere notizie come questa e di pensare che forse molti iniziano a vederci più chiaro: Il personal computer torna a crescere. +13% nel 2014, per il tablet è crisi.

Che senso può avere cercare di arginare il controllo con altro controllo (installare app per difendersi dal tracking delle compagnie telefoniche), quando un semplice computer ci rende già liberi?

Loop in libertà

Con l’occasione del post su CheFuturo, è stato svelato anche un piccolo divertissement: il listicle delle Nuove tesi (grazie Enrico per aver lanciato l’idea).

Merito del codice sorgente liberamente riutilizzabile di Dave Winer. C’è anche lo zampino di Weinberger, che ha incoraggiato un po’ tutti a farne una propria versione dalle pagine del suo blog. Qui l’originale, per chi vuole divertirsi a fare un confronto.

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Software capaci di renderci un po’ più liberi

Nuove tesi

Nuove Tesi

Metti tre matti a collaborare su github, gitbook e Medium e ti salta fuori una cosa come questa. Leggete, scaricate, commentate (su Medium però, se potete).

Questo blog non esiste

Nuove tesi è il testo tradotto di New Clues, versione aggiornata delle tesi di Doc Searls e David Weinberger, che 16 anni fa andava sotto il nome di Cluetrain Manifesto.
L’abbiamo messo su Medium (io, Marco ed Enrico) perchè possiate discutere direttamente là, tesi per tesi.
C’è anche l’ebook (pure su MLOL).

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